Edilizia convenzionata: cos’è e come funziona

Molto spesso su questo argomento la confusione regna sovrana perché si tende a confondere l’edilizia convenzionata con quella sovvenzionata o agevolata.

È molto importante quindi, capire le differenze che sussistono al fine di avere un quadro completo della situazione e scegliere la soluzione che meglio si appresta alle proprie esigenze.

L’edilizia convenzionata fa riferimento a degli accordi che vengono instaurati tra il Pubblico e il Privato per la realizzazione di complessi abitativi da destinare poi agli individui a seconda della fascia di reddito.

In altri termini per rendere chiaro quanto detto, si tratta di un’edilizia di tipo residenziale che prevede l’accordo tra cooperative di costruttori edili privati e il Comune.

In cambio dunque, di un ausilio fornito dallo stesso Comune la ditta edile si impegna a costruire unità abitative da destinare alle famiglie bisognose.

Quali sono le abitazioni che rientrano nella tipologia di edilizia convenzionata

Tra le abitazioni che appartengono alla tipologia di edilizia convenzionata vi sono:

  1. case popolari, alloggi costruiti e ceduti in affitto, perpetuo o riscatto;
  2. edifici che saranno venduti a precise condizioni. L’imprenditore si impegna a spese sue a costruire un numero di alloggi che poi potrà vendere. Naturalmente le abitazioni in questo caso avranno un prezzo al metro quadro inferiore rispetto alle normali unità abitative.

Per poter usufruire delle case popolari, come avvenuto in merito ad edifici realizzati su richiesta di  edilizia convenzionata parma, il potenziale acquirente dovrà possedere d’altro canto dei requisiti specifici:

  • divieto di possedere altri immobili insiti nella provincia;
  • divieto di vendere o affittare l’abitazione prima dei 5 anni;
  • obbligo di residenza nel comune dell’abitazione convenzionata acquistata;
  • avere la cittadinanza italiana;
  • avere un reddito familiare che non supera i limiti stabiliti dalla legge.

Differenza tra edilizia sovvenzionata e agevolata

L’edilizia sovvenzionata è a carico completamente dallo Stato che conferisce al Comune la possibilità di realizzare delle abitazioni in Edilizia residenziale Pubblica (case popolari per intenderci).

Gli alloggi vengono assegnati a coloro che si trovano in difficoltà economiche.

Per quanto riguarda invece l’edilizia agevolata, lo Stato interviene andando a favorire le famiglie bisognose attraverso dei contributi. Il contributo può essere concesso in due modalità:

  • a fondo perduto
  • in conto interessi

In poche parole, lo Stato permette alle famiglie l’apertura di un mutuo, prendendosi carico di una parte degli interessi.

Le famiglie d’altro canto, per poter accedere all’acquisto di immobili agevolati dovranno possedere delle caratteristiche, del tipo:

  • non aver beneficiato di altri alloggi convenzionati;
  • essere residenti nella regione dov’è presente l’alloggio in convenzione;
  • non essere in possesso di altre abitazioni nella provincia.

Edilizia convenzionata obblighi da rispettare

Coloro che ricevono il mutuo agevolato devono assolutamente rispettare degli obblighi al fine di non far “decadere” l’aiuto economico:

  • è assolutamente vietato affittare o vendere casa per un determinato periodo (solitamente 5 anni);
  • trascorsi i 5 anni, si può vendere o affittare l’appartamento a patto che si rispettino i prezzi di vendita o del canone imposto dalla stessa convenzione.

Per poter ottenere un immobile di questo genere bisogna presentare domanda presso il comune e seguire le modalità di iscrizione.

Una volta compilata la domanda, il richiedente verrà messo in graduatoria in base alla quale potrà ricevere o meno un’abitazione.