Racconto di un viaggio di famiglia: destinazione Londra

Vorrei raccontarvi della maestosa Londra che giace regale nella non lontana Inghilterra, bagnata dal tumultuoso Tamigi e spazzata dagli umidi e freddi venti atlantici. Vorrei tuttavia raccontarla da un’altra prospettiva, la dimensione familiare, quella che fra una pipì e l’altra restringe i tempi di visita, accorcia gli itinerari e li modula ad altezza bambino. Intanto il viaggio, tendenzialmente in aereo, limita naturalmente la quantità di bagagli lasciando a casa nostalgici sedioloni e solitarie vaschette da bagno, fattore che costituisce un primo evento traumatico per il nucleo familiare.

Esiste poi una misteriosa e leggendaria avversione tra aerei e passeggini, per cui i secondi tendono a non sopravvivere ai primi e a perdere le ruote al momento dello sbarco.

L’arrivo va fra l’altro programmato adeguatamente: evitare di trovarsi in terra straniera, coi pargoli affamati al seguito, in tarda serata senza avere ben presente la logistica dell’hotel. Ciòpotrebbe indurre ad un disperato ricorso al taxi con la terribile sorpresa del prezzo esorbitante, in considerazione anche del cambio svantaggioso (attenzione anche alla quantità di moneta cambiata: gli aeroporti non sono molto generosi nei rapporti di cambio, meglio ricorrere in seguito agli uffici predisposti in città).

Londra si rivela presto all’altezza delle aspettative: fredda, umida, costosa e piena di storia. Affascinante la metropolitana, ben collegata e funzionale, ma, ahimè, zeppa di scale inavvicinabili specialmente col passeggino malridotto dal viaggio in aereo. Rampe su rampe di scalini senza ascensori o sistemi di sorta per agevolare le quattro ruote dei piccoli, un’inquietante ed estenuante esercizio fisico da maratoneta con sollevamento pupo abbinato.

Costosi i ristoranti decisamente non in linea con quelli del suol patrio. Splendidi i monumenti, dall’immancabile Big Ben all’imponente abbazia di Westminster, ed innegabile il fascino che la gita in barca sul Tamigi esercita sui bambini. Interessante per gli amanti del genere il giro (un po’ esoso per la verità) sul London Eye, l’enorme ruota panoramica che scruta l’intera città.

Gratuiti gli ingressi in alcuni musei come la National Gallery a Trafalgar Square, che purtroppo non emoziona molto il pubblico troppo giovane. Imperdibile la visita dello zoo, ben curato e pieno di ogni sorta di animale su quattro e due zampe e che assicura un certo contatto con alcune specie addomesticate ad esempio nella pet zone.

Puntuali e frequenti i bus a due piani che collegano efficacemente le diverse parti della town. Nel suo complesso Londra offre un incantevole scenario culturale e storico per i piùgrandi e molti elementi di interesse per i piùpiccoli. Tuttavia preparatevi alle emozioni del viaggio in aereo: restare per più di un’ora incastrati nel sedile può mettere alla prova gli under 3 years attivando le ugole e, ahimè, assalendo le orecchie dei poveri astanti. Comunque il paracadute per le discese anticipate non èprevisto.